Difficoltà scolastiche e
DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento)

Difficoltà o disturbo?

 Quando parliamo di difficoltà nell'apprendimento e di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) parliamo di problemi nell’acquisizione e nell’utilizzo della lettura, della scrittura, del calcolo o del ragionamento aritmetico.

Tuttavia parlare di difficoltà o di Disturbo Specifico NON è la stessa cosa.

 

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Ciò significa che per avere una diagnosi di Disturbo dell’Apprendimento il bambino non deve presentare deficit di intelligenza, deficit sensoriali, deficit neurologici, problemi ambientali o psicologici che possano influenzare negativamente l’acquisizione e utilizzo delle abilità.

Rispetto a una difficoltà, un Disturbo Specifico dell’Apprendimento ha tre caratteristiche distintive:

  1. E’ innato. Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento è una condizione neurobiologica, cioè è dovuto a un particolare “funzionamento cerebrale” a base congenita. Ecco perché nelle famiglie di molti ragazzi con Disturbo dell’Apprendimento possiamo trovare un genitore, un nonno, un fratello che presentano difficoltà analoghe!

  2. E’ resistente all’intervento. Nonostante “l’allenamento”, l’intervento di potenziamento, l’utilizzo di metodi educativi specifici ed efficaci per la maggior parte degli alunni,  l’abilità rimane carente, ossia al di sotto del livello che ci si attende alla sua età.

  3. E‘ resistente all’automatizzazione. Un alunno con Disturbo Specifico dell’Apprendimento non riesce ad automatizzare l’abilità, che richiederà sempre uno sforzo maggiore e/o più tempo per essere eseguita. Non potrà, insomma, mai essere padroneggiata al 100%.

 

Quali tipi?

Possiamo distinguere quattro tipi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento, in base a quale sia l’abilità deficitaria:

1. la Dislessia è caratterizzata dalla difficoltà a leggere in modo accurato e fluente;

2. la Disortografia consiste nella difficoltà a scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico;

3. la Disgrafia riguarda la componente grafo-motoria della scrittura e si riferisce alla difficoltà a scrivere in modo leggibile, fluido e veloce;

4. la Discalculia riguarda la difficoltà a comprendere e utilizzare i numeri, le operazioni e il ragionamento aritmetico.

Molto spesso le difficoltà caratteristiche delle quattro tipologie sono con-presenti: parliamo in questi casi di Disturbo Misto delle Abilità Scolastiche.

Il DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento)

Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento è un disturbo del neurosviluppo la cui caratteristica fondamentale è, come suggerisce il nome stesso, la specificità: una circoscritta gamma di abilità indispensabili per l’apprendimento risulta deficitaria, mentre il funzionamento intellettivo generale risulta intatto.

La difficoltà

Quando possiamo parlare, invece, di difficoltà dell’apprendimento? C’è una difficoltà dell’apprendimento quando la problematica nell’acquisizione e nell’utilizzo di abilità scolastiche nasce da una condizione che non abbia a che fare con l’aspetto neurobiologico del bambino.

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Può nascere da problemi relazionali - familiari o scolastici - problemi emotivi o motivazionali.

Spesso le difficoltà si distinguono dai disturbi in quanto non sono state sempre presenti, ma si sono manifestate in un momento specifico della vita del ragazzo.

La caratteristica distintiva fondamentale è che, o attraverso l’allenamento e il potenziamento o attraverso un sostegno psicologico, l’abilità carente può essere recuperata e automatizzata, cosa non possibile in presenza di un disturbo.

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La valutazione

Il primo passo, quando ci si trova di fronte a un deficit in una o più aree dell’apprendimento, è quello di intraprendere un percorso diagnostico. Capire se siamo in presenza di un disturbo o di una difficoltà, ma anche capire i punti deboli e punti di forza del ragazzo, sono i primi passi per definire la strada da seguire nel potenziamento, a scuola e a casa.

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Il trattamento

Il Disturbo dell’Apprendimento non è guaribile: VERO.

L’abilità carente non è migliorabile: FALSO.

Molti studi, infatti, sostengono l’importanza di un intervento di potenziamento volto, da una parte, a migliorare la prestazione nelle aree deficitarie, dall’altra, a incrementare le risorse per utilizzare al meglio i punti di forza del proprio funzionamento intellettivo.

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Il sostegno

Per affiancare un DSA, talvolta non è sufficiente potenziare, occorre anche sostenere.

Il ragazzo va, infatti, affiancato nel percorso che lo porterà a trovare un metodo di studio e di lavoro che aggiri le difficoltà determinate dal suo disturbo. Andrà sostenuto nell’apprendere metodi non-convenzionali, in primis costituiti dagli strumenti compensativi, che gli permetteranno di far leva sui suoi punti di forza. Il sostegno, infine, può concretizzarsi anche nel porsi in un ruolo di mediazione tra il ragazzo, la scuola e la famiglia, per co-costruire un piano condiviso che permetta di agire a forze congiunte.

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