Potenziamento cognitivo o
abilitazione neuropsicologica 

L’intervento di abilitazione neuropsicologica segue un’attenta valutazione che abbia descritto il funzionamento cognitivo del ragazzo.

 

Molti studi dimostrano l’importanza di questo tipo di intervento, soprattutto in età evolutiva, quando la “plasticità cerebrale” (cioè la capacità del cervello di modificarsi) è ancora alta e le varie funzioni cognitive possono essere potenziate.

Per le difficoltà e i disturbi dell’apprendimento…

 

Per le difficoltà dell’apprendimento riteniamo indispensabile un trattamento integrato, che non solleciti solo l’abilità scolastica carente (lettura, scrittura, calcolo…) ma che, parallelamente, agisca sul Sistema Esecutivo-Attentivo.

E’ stato infatti dimostrato che la quasi totalità dei bambini DSA (con Disturbo Specifico dell’Apprendimento) presenta scarse capacità attentive, difficoltà nel controllo dell’azione e del pensiero, difficoltà a “combattere” le distrazioni, problemi nell’organizzare, pianificare e mantenere la concentrazione su un’attività. 

 

Potenziando il Sistema Esecutivo-Attentivo migliora anche la lettura, la scrittura, o la capacità matematica debole.

L’intervento di abilitazione (cioè di acquisizione delle abilità) che proponiamo passa quindi per entrambe le vie a disposizione: agisce direttamente, sulle capacità scolastiche carenti, e indirettamente, passando per il potenziamento del Sistema Esecutivo-Attentivo.

Il trattamento al quale viene fatto prevalente riferimento è quello proposto dal Metodo Benso (ANCCRI – Associazione di Neuroscienze Cognitive Clinica Ricerca Intervento).

Ad esso, quando necessario, viene integrato l'uso di E-pro - Potenziamento e Riabilitazione Online, una piattaforma innovativa nata dall'esperienza trentennale del Centro Studi Erickson​, per la riabilitazione a distanza dei bambini con DSA o altre difficoltà di apprendimento.

Per il deficit di attenzione con/senza iperattività…

 

Un discorso simile va fatto per le difficoltà attentive o di autocontrollo. Anche in questo caso sono due le vie a disposizione per abilitare il ragazzo.

Da una parte, si ricorre alla stimolazione e al potenziamento del Sistema Esecutivo-Attentivo, che in questo caso costituisce la via diretta di intervento: le criticità, infatti, riguardano proprio le capacità attentive, il controllo dell’azione e del pensiero, l’organizzazione, la pianificazione e il mantenimento della concentrazione.

L’intervento mira ad aumentare l’efficienza di queste capacità.

Dall’altra, si procede a un training metacognitivo, che aiuti il ragazzo a capire il suo funzionamento cognitivo e gli insegni a tenere sotto controllo i deficit, allenandosi all’autoregolazione (soprattutto attraverso il dialogo interiore o delle autoistruzioni verbali).

I trattamenti ai quali viene fatto prevalente riferimento sono quello proposti dal Metodo Benso e dal Metodo Feuerstein.

Per la disabilità intellettiva…

 

Non abbiamo solo Disabili Intellettivi o soggetti con un ritardo mentale di qualche livello. Abbiamo dei ragazzi con debolezze specifiche, in specifiche aree del funzionamento cognitivo, ma anche ragazzi con diversi potenziali di sviluppo e di apprendimento, ossia possibilità di “miglioramento” nelle varie funzioni.

Occorre valutare entrambi fattori per sapere come impostare l’intervento.

 

Molti studi dimostrano che, in presenza di una Disabilità Intellettiva, un intervento ben strutturato può essere di cruciale importanza per l’aumento del Quoziente Intellettivo e delle capacità di adattamento.

I trattamenti per la disabilità intellettiva ai quali si fa prevalente riferimento sono quelli previsti dal Metodo Feuerstein, dal Metodo Benso e dal Progetto Mental Structures di Padova (prof. Vianello).

L’intervento viene costruito “su misura” per il ragazzo, tenendo in considerazione le sue difficoltà e i suoi punti di forza.

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